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XP Mode in Windows 7

XP Mode in Windows 7

 

Introduzione

L’XP Mode non è una delle caratteristiche più reclamizzate di Windows 7, ma è sicuramente una delle più interessanti e innovative. Il marketing del nuovissimo sistema operativo di Microsoft preferisce mettere maggiormente in luce le prestazioni incentivate rispetto a Vista, le avveniristiche DirectX 11, l’interfaccia utente migliorata, la vocazione multimediale ecc, ma fin da quando il pubblico ha potuto mettere le mani sulla release condidate, l’XP Mode non ha potuto passare inosservato. E’ vero che richiede preferibilmente processori compatibli (Intel-VT e AMD-V), una buona dotazione di ram e una licenza full-optional di Seven (Professional, Ultimate ed Enterprise), però è disponibile senza costi aggiuntivi, è relativamente facile da usare e promette di risolvere molti problemi a chi non ha mai abbandonato Windows XP per poter continuare lo sfruttamento di particolari software importanti ma incompatibili con Vista e sicuramente anche con Seven, specialmente nelle  versioni a 64 bit. Alcuni esempi di questi software possono essere antichi complilatori di programmazione nati in ambiente DOS a 16 bit con tutta la loro libreria di applicativi ancora utili specialmente in ambito scientifico e accademico, oppure programmi gestionali per attività industriali e commerciali di varia natura, creati ad-hoc per XP o migrati con qualche adattamento da Windows 95/98.

La virtualizzazione di un sistema operativo non è una novità in sé, visto che al giorno d’oggi ha già raggiunto un massicio impiego ad esempio in ambito di programmazione e sviluppo software, oppure nel miglioramento dell’efficienza e della versatilità dei server aziendali. Con XP Mode la virtualizzazione fa il suo debutto come utility SOHO accessibile e facile da usare, che non ha più (quasi) alcuna controlindicazione vista la grande diffusione di macchine più che capaci di gestire un simile apparato software.

Nelle versioni RC e RTM di Windows 7 l'XP Mode richiedeva obbigatoriamente che la cpu supportasse tecnologie Intel-VT o AMD-V, e che queste fossero abilitate dal bios della scheda madre; in marzo 2010, per rispondere alle sollecitazioni dell'utenza, Microsoft ha rilasciato una patch che rende superfluo il supporto alla virtualizzazione in hardware, così ha esteso la compatibilità della macchina virtuale a tutte le cpu senza più restrizioni. Questa patch oggi viene fornita direttamente nella pagina ufficilale di download insieme al restante software da installare per preparare l'XP Mode.

Microsoft afferma che anche con una cpu senza VT le prestazioni della macchina virtuale saranno soddisfacenti; in ogni caso rimane consigliabile un buon dual core per gestire il sistema primario e quello virtualizzato con disinvoltura.


Questo articolo non vuole essere una guida dettagliata all’uso di XP Mode e nemmeno un’approfondita trattazione sulla tecnologia di virtualizzazione, ma semplicemente il resoconto di una esperienza d’uso mirata a capire cosa può o non può fare l’utente che scopre per la prima volta il mondo della virtualizzazione con una delle più significative funzionalità di un sistema operativo tanto atteso e tanto osannato fin dai tempi delle beta dimostrative.
Nel seguito l’XP Mode verrà abbreviato come XPM, mentre Windows Seven sarà W7.



La base di partenza di XPM è Windows Virtual PC, una versione del noto Microsoft Virtual PC con lo stesso motore di virtualizzazione ma creata appositamente per W7 in modo da supportare l’XPM grazie a tutta una serie di caratteristiche innovative:

-    Integrazione USB
-    Pubblicazione automatica in W7 delle applicazioni installate nell’XPM
-    Supporto al multithreading
-    Condivisione degli appunti nella memoria temporanea
-    Reindirizzamento delle stampanti e delle smartcard
-    Condivisione delle memorie di massa
-    Integrazione con Windows Explorer
-    Integrazione con le cartelle predefinite dell’host (W7)
-    Supporto per elevate risoluzioni video
-    Necessità di cpu con tecnologie Intel-VT o AMD-V


Preparativi

La configurazione hardware usata è la questa:
-    Intel E8400 @3600 MHz, Intel-VT compatibile
-    6 GB DDR2 @800 MHz
-    Scheda madre Gigabyte P35-DS4, bios F14
-    Hard disk Hitachi sata 80 GB, 7200 rpm
-    ATI HD4890
-    Floppy, masterizzatori assortiti, periferiche USB specificate in seguito.

Download del software necessario QUI
Una volta che si dispone di Windows Seven (sia 32 che 64 bit) pronto all’uso, lo si può dotare in qualsiasi momento dell’XPM. L’installazione del pacchetto completo, composto da Windows Virtual PC e dalla immagine del sistema operativo XP che diventerà XPM, è dettagliatamente descritta dal video in QUESTA pagina, per cui vi rimando direttamente ad esso e vi risparmio una noiosa ripetizione.

XP Mode pronto all'uso

Virtualizzare il virtualizzabile

Windows Virtual PC è avviabile da Windows 7 Home Basic, Home Premium, Enterprise, Professional e Ultimate, sia x86 che x64; tuttavia solo gli ultimi tre supportano anche l'XP Mode, con gli altri ci si deve accontentare di virtualizzare altri sistemi operativi oppure dovranno rinunciare alle avanzate funzioni di integrazione.
I sistemi virtualizzabili sono XP (Professional SP3), Vista (Enterprise e Ultimate), Seven (Enterprise e Ultimate); solo le versioni specificate tra parentesi beneficiano dell'integrazione avanzata per le applicazioni, le altre versioni sono virtualizzabili ma senza funzionalità di integrazione.

Windows 7 x86 virtualizzato da Windows 7 x64

Seven può quindi virtualizzare sè stesso senza problemi, ma solo nella versione a 32 bit perchè nella macchina virtuale la cpu logica appare come pura x86, senza compatibilità x64. Inoltre è vietato aprire una virtualizzazione dentro la virtualizzazione perchè il software non supporta questa funzionalità.

Si possono aprire più sessioni di virtualizzazione contemporaneamente, ed è possibile passare dall'una all'altra immediatamente come fossero applicazioni qualsiasi. Non ho approfondito ulteriormente la capacità di eseguire istanze multiple, ma sembra che il limite sia solo la ram disponibile.

Tre macchine virtuali, due XP e  un Seven x86

Ram sotto controllo

XPM esegue il primo avvio su 256 MB di ram, il minimo sindacale per caricare il sistema operativo pulito e concedere qualche decina di MB per l'esecuzione di applicazioni. Attraverso il pannello delle opzioni della macchina virtuale (da spenta) è possibile regolare la quantità di ram allocata. Il pc fisico dispone di 6 GB di ram e ho pensato che sarebbe stato bello se XPM avesse potuto sfruttare un quantitativo di ram al di là della barriera contro cui si fermava XP nativo. Decido di provare a impostare 4 GB e immediatamente il programma mi avverte che non è possibile usare alcun valore al di sopra di 3712 MB; obbedisco e mi attengo al limite imposto, ma solo per vedermi comparire un altro avviso secondo il quale potrebbe verificarsi un calo di prestazioni del computer se vengono allocati più di 3340 MB di ram. Alla fine mi accontento dei 3340 MB e riesco a riavviare XPM senza che il configuratore muova ulterori obiezioni. Dunque non si sfugge alla dura legge dei 32 bit di XP, che gestisce fino a 3340 MB di ram; la quantità in più, fino a 3712 MB, evidentemente viene raggiunta con artifici software (come faceva il P.A.E.) che la rendono meno performante di quella indirizzata nativamente.
Nello stesso pannello in cui si controlla la ram ci sono svariate altre opzioni per controllare i dischi rigidi virtuali, la connessione di rete, l’integrazione con le periferiche e altri dettagli che però nella maggior parte dei casi non ci sarà bisogno di toccare.

Non esagerate con la ram...

...tanto XP ne usa poca.

Caro vecchio XP

L'installazione di XP è una classica Professional 32 bit sp3, con la sua configurazione standard, i suoi avvisi di protezione, il ripristino configurazione di sistema e il firewall attivati, i soliti programmi preinstallati come Windows Media Player 9 e il vetusto Internet Explorer 6; c'è persino Movie Maker, inutile visto che non funziona a causa di un esplicito limite tecnologico manifestato da un messaggio di errore; i giochini invece funzionano.
XPM può anche essere pilotato da remoto; una volta che si assume il controllo remoto di W7, l’XPM non è altro che una qualsiasi applicazione del suo ambiente operativo, liberamente utilizzabile.
Per un uso continuativo è opportuno installare subito un antivirus in XPM, perché quello residente in W7 non offre una copertura sostanziale a ciò che accade nella macchina virtuale. Successivamente si può passare ad aggiornare il nuovo sistema usufruendo di Windows Update, che funziona puntualmente.
Task Manager mostra in XPM un core logico, benchè la cpu in uso sia dual core.

 

Dotazione di serie

Le prime differenze significative appaiono quando un utente, come dopo ogni fresca installazione del s.o., comincia a mettere mano ai pannelli di controllo per fare le sue personalizzazioni; ecco alcuni esempi:

-  Al posto dei pulsanti di spegnimento si apre il menu "protezione" con il menu delle opzioni tipiche dei client di rete
-  Totale assenza di accelerazione Direct 3D e quindi impossibilità di eseguire un gioco 3D o anche solo di vedere uno screensaver come le scritte rotanti tridimensionali. Un altro screensaver come Bezier, eseguibile senza bisogno di accelerazione 3D, viaggia ad un framerate molto basso anche se la cpu non appare affatto impegnata.
-  Assenza di impostazioni risparmio energetico: XPM non ha una politica di risparmio energetico, questo argomento è di esclusiva competenza di W7 che può accedere direttamente all’hardware fisico.
-  Assenza impostazioni avanzate schermo; impossibilità di regolare la risoluzione video, visto che questa regolazione dipende solo dal ridimensionamento della finestra di W7 in cui viene eseguito XPM.

Non più tubi

Funzionerà?

Quello che ci si deve attendere dall’XPM è un sistema operativo capace di eseguire quegli applicativi di produttività che, in tutto o in parte, non riescono a funzionare su Windows Vista o Seven nemmeno sfruttando le opzioni di compatibilità che questi mettono a disposizione. Il supporto hardware si estende a emulazioni di porte parallele e seriali, ma soprattutto al mondo delle diffusissime e variegate periferiche USB, oggi pressochè indispensabili.

Quello che invece non si può pretendere è la libertà di installare periferiche a piacere su slot isa, pci, pci-e, pci-x, IEEE 1394a/b, acceleratori grafici, audio e GPGPU. Per tutti questi bei giocattoli non c’è supporto.

In Risorse Del Computer compare regolarmente l’icona del floppy drive, classica periferica legacy, e dalle opzioni della macchina virtuale la sua integrazione risulta attivata. Tuttavia scopro con orrore che il floppy non funziona: inutile cliccare, inutile cambiare dischetto, perché il sistema continua a chiederne l’inserimento e allo stesso tempo il drive rimane completamente inerte. Facendo più attenzione mi accorgo del fatto che il drive A (tale è per W7) è stato mappato in XPM tra le memorie di massa etichettate come “disco di connessione desktop remoto”, insieme alle partizioni degli hard disk. Di fatto il floppy è accessibile usando il collegamento appropriato, ma non è più gestito dal sistema come un floppy standard e questo è un problema per alcune applicazioni, come mostrerò in seguito.

Tenedo conto di queste potenzialità e anche delle limitazioni, ho raccolto una collezione di hardware e software da provare, basandomi esclusivamente sulle mie disponibilità e sulle mie curiosità.

Simpatico, vero?!

L’hardware

Ho provato il seguente hardware USB:

-    Webcam Trust 120 Spacecam: periferica priva di supporto per Vista e Seven, con il driver originale viene regolarmente installata e attivata in XPM ma le applicazioni non ricevono il segnale video (l’inquadratura è nera); evidentemente in XPM c’è anche una carenza nella gestione delle API Directshow. Questa periferica ha causato anche alcuni crash alla macchina virtuale. Pazienza, da Trust non mi aspettavo di meglio.

-    Varie pendrive e lettori di memory card, tutti pefettamente funzionanti senza il minimo problema.

-    Stampante HP Deskjet 656c, periferica solo parzialmente supportata in Vista e Seven adattando un driver di una stampante compatibile. In XPM il driver originale viene installato perfettamente e la stampa non fa una piega.

-    Scanner HP Scanjet 2200c, del tutto privo di supporto driver in Vista e Seven; il driver originale funziona bene così come l’applicativo HP per eseguire scansioni.

-    Ricetrasmittente WiFi, AzureWave AW-GA800BT; benchè sia dotata di supporto driver per Seven, ho provato ad assegnarla in uso esclusivo a XPM dandogli in pasto il necessario driver. Il pacchetto di installazione originale (fornito da Asus) ha fatto cilecca ma tramite installazione manuale la periferica ha iniziato a lavorare regolarmente.

-    Fotocamera Kodak CX4230: riconosciuta con successo automaticamente e installata su driver già presente nella dotazione del sistema operativo.

-    Ricetrasmittente Bluetooth, Sitecom CN520: assegnata in uso esclusivo a XPM e installata con successo usando il driver proprietario.

Gestione periferiche

Il Software

-    Microsoft Office XP (2001)
    Il re tra i pacchetti completi di programmi per la produttività in ufficio; perfettamente installato e funzionante senza intoppi

-    Winamp v2.78 (2002)
    Celebre riproduttore multimediale; perfettamente installato e funzionante senza intoppi

-    CPU-Z  1.5 (2009), Everest 5.30.1924 (2009)
    Importanti software diagnostici sul funzionamento del pc. i programmi funzionano ma restituiscono informazioni incomplete e/o errate; Non possono interfacciarsi direttamente con l’hardware fisico, non accedono a sensori di alcun tipo.

-    Winrar 3.90 32 bit (2009)
    Indispensabile utility per comprimere archivi di file. Perfettamente installato e funzionante senza intoppi; Prestazioni: W7 1756 KB/s, XPM 994 KB/s. Questo è un esempio in cui la capacità multithreading dell’applicativo non viene correttamente applicata all’hardware dalla virtualizzazione.

-    SuperPI mod 1.5 XS (basato sulla 1.1 del 1995)
    Noto benchamark “da competizione” per calcolare i decimali del Pi greco. Perfettamente installato e funzionante ma va in errore se si cerca di ripetere per due volte consecutive un calcolo e necessita di essere riavviato; Prestazioni sul calcolo 2M: W7 31.325s, XPM 31.776s, la differenza sembra di poco conto.

-    Daemon Tools Lite v34.35.5 (2009)
    Utile freeware per disporre di periferiche ottiche virtuali. Perfettamente installato e funzionante senza intoppi.

Nel caso Daemon Tools fosse installato in W7, le sue periferiche virtuali sarebbero accessibili da XPM come le altre memorie di massa condivise, ma ovviamente non avrebbero le caratteristiche tipiche del drive ottico emulato.

-    RAMDisk v5.3.1.11 (2009)
    Versione demo dell’utility per creare velocissime memorie di massa virtuali nella ram di sistema. Perfettamente installato e funzionante senza intoppi

-    Mame v0.37 (2000)
    Emulatore di videogiochi delle piattaforme coin-op. Funzionante, i giochi girano ma potrebbero comparire messaggi di errore DirectDraw. L’emulazione può impegnare molto la cpu ma sembra che il carico di lavoro venga distribuito efficacemente tra i due core fisici della cpu.

-    Hitachi GST Drive Fitness v4.16 (2009)
    Drive Fitness è l’utility diagnostica per gli hard disk Hitachi di fascia consumer; il problema non è il programma in sè (gira sotto DOS nativo) ma l’installer che crea il floppy avviabile, il quale va in errore se eseguito da sistemi a 64 bit. Questo installer funziona correttamente in XPM ma non può scrivere alcunchè nel floppy perché non lo rileva inserito a causa del fatto che l’unità è inservibile attraverso il suo driver standard. Si può aggirare il problema tornando a W7 e copiando sul floppy un file immagine preconfezionato, grazie ad appositi programmi.

-    Watcom Watfor77 v1.4 (1986)
    Si tratta di un compilatore Fortran 77 per ambiente DOS; essendo un programma a 16 bit non può funzionare sotto Vista o Seven x64 ma funziona normalmente nell’emulazione DOS di XP x86.

-    Adobe Flash Player v10 su Internet Explorer (2009)
        Viene installato e funziona regolarmente anche se potrebbe dare falsi messaggi di errore nell’integrazione con il browser. Youtube è salvo, tuttavia in XPM ho notato un forte impegno della cpu rispetto ad una finestra in esecuzione in W7 (circa 40-50% di uso cpu).

-    Ahead Nero v5.5.8.2 (2002)
        La periferica fisica CD/DVD-Rom a disposizione di XPM è di sola lettura e non masterizza, per tanto Nero funziona limitatamente alla scrittura nella sua periferica CD-RW virtuale. Se si vuole masterizzare direttamente bisogna passare il materiale a W7.

-       Alwil Avast Antivirus 4.8 (2009)
        Si installa senza problemi, esegue la protezione in tempo reale e gli aggiornamenti on-line. Durante le scansioni il carico computazionale viene distribuito efficacemente tra i core fisici della cpu.

Alcuni applicativi in esecuzione


Streaming video attraverso il WiFi installato in XPM, audio e video perfetti

Conclusioni

XP Mode funziona, anche se tra luci ed ombre. Partendo dalle ombre non posso non menzionare problemi di instabilità tipici dell’XP nativo, come ad esempio il “blue screen of death” che tecnicamente esiste ancora, ma che Microsoft ha pietosamente censurato trasformandolo in un crash istanataneo seguito da un immediato riavvio; oltre al driver Trust, un altro modo che ho trovato di provocare crash è stato quello di forzare manualmente l’installazione di driver per periferiche pci (ovviamente inesistenti per XPM) con il risultato che dopo il doveroso riavvio il sistema entrava in un ciclo continuo di boot & crash senza soluzione, cosa che mi ha costretto a eliminare fisicamente la sessione di XPM per inizializzarne una completamente nuova.

Doverosa menzione anche per il problema floppy. XPM sarebbe pensato per dare supporto alle applicazioni legacy e poi non mi supporta (correttamente) una fondamentale periferica legacy? Non sono un esperto di macchine virtuali ma non credo che sarebbe costato molto sistemare questo dettaglio.
Da notare anche l’assenza di un comodo drag&drop trai due sistemi operativi, da sempre caratteristica molto apprezzata nelle interfaccie Windows.

Il sorriso può tornare pensando al fatto che è veramente possibile recuperare qualche vecchia attrezzatura USB che rischiava di finire in discarica, e il supporto al parco software è abbastanza esteso ed efficace, almeno secondo i miei test. Questi pregi vengono esaltati dalla vantaggio di fare tutto senza uno scomodo e noioso dual boot con un XP autonomo, oltre al fatto che per avere la propria bella installazione di XPM sempre a disposizione non si deve sborsare una Lira in più oltre alla licenza di Seven.


[Scaveon]

 

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