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 Oggetto del messaggio: Lo sblocco delle CPU Phenom II & Athlon II
MessaggioInviato: 11/10/2009, 14:21 
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Lo sblocco delle cpu AMD Phenom II & Athlon II


Avvertenza: l’autore della presente trattazione e lo staff di Maxxpc declinano ogni responsabilità per danni hardware, software e decadenza delle garanzie commerciali dovuti a qualsiasi pratica che porti i componenti al di fuori delle specifiche indicate dai produttori.

Introduzione
Gli appassionati di lunga data ricorderanno sicuramente il modding con cui, nella prima metà di questo decennio, si poteva trasformare una cpu AMD Duron in un Athlon XP guadagnando cache L2 disattivata, oppure come un Athlon XP diventava Mobile sbloccando il moltiplicatore interno per facilitare l’overclock. Al di là del risparmio economico, ciò che dava maggiore soddisfazione nella trasformazione delle cpu era l'orgoglio di ritrovarsi con un modello “fuoriserie”, ottenuto con un sano e coraggioso fai-da-te.
L’era delle cpu K8 ha visto una battuta di arresto per queste pratiche anticonvenzionali: nessuno si è potuto permettere di sbloccare cache o moltiplicatori, al massimo si è ottenuta qualche pinmod del socket per aumentare il voltaggio di alimentazione. Nello stesso periodo l’overclock diventava una pratica accessibile a tutti grazie alla migliore tolleranza del silicio nelle cpu, a schede madri con bios ricchi di funzioni e memorie garantite per prestazioni fuori standard, ma le cpu che nelle intenzioni di AMD dovevano essere rivolte agli smanettoni erano costosissimi modelli preselezionati e dotati di moltiplicatore interno sbloccato di fabbrica.
Dal 2006 l’impellente necessita di contrastare le potenti cpu Intel Core ha portato AMD ad un netto cambio di rotta, nel disperato tentativo di non perdere l’attenzione degli overclocker sportivi e degli appassionati che spremono l’hardware per massimizzarne il rendimento. Sono comparse le prime cpu di generazione K9 di tipo “Balck Edition” con moltiplicatore sbloccato ma a prezzi accessibili, continuate anche nella serie Phenom. Questi ultimi purtroppo, oltre a soffrire di mediocri prestazioni, mostravano anche uno scarso overclock, così il produttore è intervenuto sui propri chipset introducendo l’Advanced Clock Calibration (ACC) per dare un po’ di spinta a chi volesse portare le cpu fuori specifica ed evitare il flop totale delle vendite, mentre veniva preparata la nuova serie Phenom II. Finalmente con dei ritocchi all’architettura K10 e un nuovo processo produttivo a 45nm si sono viste prestazioni valide e overclock generoso, senza tralasciare il supporto all’utile ACC e moltiplicatori sbloccati su alcuni modelli di fascia alta ma sempre dal prezzo accessibile. E’ arrivata anche una piacevole sorpresa: la scoperta che alcuni derivati dei quad core nativi potevano avere core o cache sbloccabili in maniera estremamente semplice, via software, e nel seguito della trattazione ne vedremo i dettagli.


Quali processori
Si parlerà esclusivamente di cpu della famiglia Phenom II e Athlon II, cioè dei modelli prodotti con tecnologia a 45 nm, e di un caso particolare delle cpu a 65 nm core Kuma.
La trasformabilità delle cpu Phenom II, così come quella dei vecchi Athlon socket 462, si basa sul fatto che per ragioni di economia produttiva e strategie di marketing, molti modelli di cpu che entrano in commercio con nomi diversi e prezzi diversi sono in realtà basati sullo stesso prototipo di core, modificato di volta in volta nella quantità di cache attiva, velocità di clock e libertà del moltiplicatore interno per fornire una variegata serie di prodotti a partire da un’unica linea produttiva di base.
In questo modo i core di minore qualità, invece di essere scartati, possono essere riciclati dopo opportune modifiche per produrre cpu di fascia bassa: migliora la redditività della linea produttiva e si coprono varie fascie commerciali senza dover mantenere più linee produttive diverse. In altri casi il core di silicio non è affatto scadente ma pure necessità di mercato possono richiedere di aumentare i volumi di cpu economiche, così si diffondono numerose cpu dal core decurtato ma potenzialmente capace di essere riportato al suo stato originale, riguadagnando prestazioni.
I Phenom II X4 serie 800 sono prodotti derivati dal core Deneb della serie 900, top di gamma, con la semplice decurtazione di 2 Mbyte di cache L3 (quindi da 6 MB a 4 MB) e l’imposizione di un basso moltiplicatore di clock. I Phenom II X3 serie 700 sono ottenuti dallo stesso core Deneb disattivando un core, mentre la cache L3 è intatta. Questi tipi di processori sono stati i primi a destare attenzione nella primavera 2009 per il fatto che un semplice intervento sul parametro del bios denominato Advanced Clock Calibration poteva riabilitare la cache L3 o il quarto core, due cose capaci di regalare incrementi prestazionali.
La storia si è ripetuta anche per l’economico Phenom II 550 B.E. che da dual-core poteva diventare addirittura quad-core.
Alla fine dell’estate 2009 sono comparse anche interessanti notizie sulla sbloccabilità delle nuove cpu Athlon II X4; in teoria queste dovrebbero essere prodotte con un core Propus, del tutto privo di cache L3 e concepito espressamente per massimizzare il numero di core a parità di superficie del wafer di produzione, ma alcuni dei primi lotti in distribuzione sul mercato sarebbero in realtà dei Deneb con la cache L3 presente ma disabilitata.
Non tutte le cpu delle serie citate possono essere sbloccate. Alcune non rispondono in alcun modo alla sollecitazione dell’ACC, altre si sbloccano ma diventano eccessivamente instabili ed è necessario tornare indietro. In ogni caso la modifica pare sempre reversibile e senza danni permanenti, semplicemente disabilitando l’ACC.
In rete è possibile trovare statistiche sui numeri di serie o i batch che hanno dato risultati positivi, ma fino ad oggi nessuno è riuscito a determinare con certezza quali lotti di produzione possano essere sicuramente sbloccabili.
Modelli potenzialmente sbloccabili via ACC attualmente noti:
- Phenom II X3 710, 720 [Deneb] (core)
- Phenom II X4 805, 810 [Deneb] (cache)
- Phenom II X2 550 [Deneb] (core)
- Athlon II X4 620, 630 [Deneb] (cache)
- Athlon II X3 425, 435 [Deneb] (core+cache)
- Athlon 7750 BE [Kuma 65 nm] (core)
- Sempron 140 [Regor 45 nm] (core+cache)

Tra parentesi quadre è indicato il vero core con cui è costruita la cpu, non il nome commerciale del core modificato (possono essere diversi); tra parentesi tonde è specificato quali parti sono sbloccabili.

L’Adavanced Clock Calibration
Com’è possibile ottenere lo sblocco delle cpu interessanti per questa pratica? La risposta consiste nell’uso dell’Advanced Colck Calibration.
AMD ha introdotto questa tecnologia all’inizio del 2008 abbinandola ai propri nuovi southbridge SB750 e SB710, quindi facenti parte esclusivamente di chipset AMD; all’epoca i processori AMD di punta erano i Phenom basati su core Barcelona, caratterizzati da scarse capacità di overclock, specialmente se comparati con i concorrenti Intel. L’ACC, di cui AMD non ha mai rivelato i dettagli tecnici, appariva come una nuova voce nel bios da attivare, lasciare in gestione automatica o regolare per gradi (o percentuali) di non si sa bene cosa, ma dall’effetto che riusciva ad ottenere si poteva ipotizzare che ritoccasse il sofisticato sistema di gestione dell’alimentazione dei K10, i generatori di clock e la sincronizzazione tra core di calcolo e controller di memoria (che in tutte le cpu AMD dalla generazione K8 in poi è integrato). L’integrazione del firmware ACC nel bios interfacciato al southbridge e non in altre parti indipendenti della scheda madre è dovuta probabilmente al fatto che il bios, che ha un ruolo dterminante nel suo funzionamento, passa sempre atraverso il southbridge per accede agli altri sottosistemi come cpu, ram e slot di espansione.
Si sono diffusi nei mesi scorsi rumors di una funzione ACC concessa in licenza da AMD per i chipset concorrenti nVidia, ma al giorno d’oggi pare che non se ne sia fatto più nulla.
L’ACC sui Phenom mostrava effettivamente una certa efficacia nel facilitare l’overclock oppure nel migliorare il risparmio energetico, ma è con i Phenom II che si sono visti i miracoli: basta infatti portare l’ACC dal suo stato disabilitato di default allo stato “automatico” per vedere alcuni processori come quelli sopra citati compiere la metamorfosi e così ad esempio un X3 diventa un X4 oppure un X4 serie 600/800 diventa serie 900. La differenza è subito visibile da come la cpu viene riconosciuta nel bios e può subito dopo essere confermata in ambiente Windows da software diagnostici come CPU-Z. Lo sblocco dei core o della cache non è in alcun modo correlato con il sistema operativo che si vuole usare.


Quali schede madri
Come accennato prima, è indispensabile equipaggiarsi di una scheda madre con chipset AMD che contenga i southbridge SB750 o SB710 (sui chipset delle prossime gnerazioni non si hanno ancora sufficienti dettagli, ma vista l’utilità dell’ACC è verosimile continuare a trovare questa funzione).Virtualmente qualsiasi scheda madre col supporto all’ACC potrebbe sbloccare i core Deneb, ma ciò può essere impedito da come viene programmato il bios.
Si sono susseguite varie voci su come AMD avrebbe prima deliberatamente voluto lo sblocco dei processori per poi cambiare idea e cercarne l’impedimento, costringendo i fabbricanti di motherboard a rivedere il codice dei bios. Attualmente pare che AMD non sia contraria ma non voglia nemmeno l’esplicito richiamo commerciale a questa pratica e per tanto ha lasciato loro sostanzialmente la libertà sul da farsi, seguendo considerazioni più o meno strettamente legate al funzionamento delle cpu; ad esempio qualche produttore potrebbe non volere lo sblocco, così come l’overclock, perché le schede non sono predisposte o per evitare un possibile aumento di guasti in seguito a tentativi malriusciti, oppure altri potrebbero preferire la vendita di altri chipset piuttosto che quelli utili allo sblocco. Due marche che possono essere citate per un atteggiamento sicuramente favorevole allo sblocco sono Asrock e Biostar, ma è possibile trovare accopiate motherboard-bios efficaci anche di altri produttori.
Bisogna quindi prestare attenzione alla scelta della scheda e, dopo l’acquisto, anche al susseguirsi di aggiornamenti del bios. Nel dubbio è anche possibile interrogare direttamente il supporto tecnico del fabbricante.


Effetti dello sblocco
Secondo i benchamrk divulgati in rete, lo sblocco della cache L3 ha un effetto variabile a seconda della quantità di memoria in gioco, ma comunque abbastanza contenuto (da insignificante, fino a pochi punti percentuali) per la maggior parte degli applicativi. Lo sblocco dei core è più importante, visto che al giorno d’oggi vari applicativi sono stati ottimizzati per il multithreading; l’aumento prestazionale è proporzionale al numero dei core sbloccati.
Lo sblocco può avere alcuni risvolti negativi; la cache o i core sbloccati possono essere effettivamente difettosi e portare grave instabilità del sistema o renderlo del tutto inutilizzabile. E’ sempre possibile retrocedere neutralizzando l’ACC nel bios o, nel caso non fosse accessibile, resettando la CMOS. In alcuni casi è possibile rimediare a leggere instabilità con una regolazione fine del valore di ACC, andando per tentativi. Si raccomanda di backuppare sempre tutti dati importanti dalle memorie di massa prima di eseguire qualsiasi esperimento di overclock e/o di tweaking dell’hardware.
Alcuni utenti che hanno eseguito lo sblocco con successo segnalano anche una leggera riduzione del margine di overclock della cpu, dovuto forse al fatto che le parti sbloccate richiedono una regolazione dell’ACC che non favorisce l’aumento della velocità di clock.


Considerazioni
Se ci si ritrova sotto mano il processore giusto e la scheda madre giusta, vale sicuramente la pena di tentare lo sblocco per ottenre un guadagno prestazionale variabile ma pur sempre gratuito. Cercare a tutti i costi l’acquisto mirato di una cpu sbloccabile può essere una perdita di tempo, sia perché non esistono metodi infallibili per trovare i lotti di produzione sbloccabili, sia perché lo sbloccato non è sempre stabile, e in fine perché in alcuni casi il risparmio economico è modesto. Ad esempio la differenza di prezzo tra un Athlon II X4 o un Phenom II X2 è rilevante rispetto al Phenom II X4 integro e lo sblocco sarebbe una gioia, mentre da un X3 7xx o un X4 8xx la differenza è minore e chi pensa di avere bisogno dello sblocco per fame di prestazioni forse troverà preferibile andare sul sicuro spendendo qualche soldo in più per un Deneb integro.

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Ecco alcuni esempi pratici di cpu sbloccate nei seguenti videoclip:




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aggiornato l'elenco dei modelli sbloccabili con i nuovi Athlon II X3 425 e 435 :ok:

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Aggiornamento: i nuovi Sempron 140, nome in codice Sargas, non sono altro che dei core Regor dimezzati con la disattivazione di un core e parte della cache L2; si sbloccano facilmente via ACC diventando Athlon II X2 240 e hanno un apprezzabile margine di overclock.

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